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Copy trading: cos'è, come funziona e quali rischi comporta

Redazione Riva Capital ·

Collegare il proprio conto a una strategia automatica è semplice. Capire che cosa si sta copiando, e con quali rischi, richiede qualche verifica in più.

In sintesi

  • Con il copy trading il tuo conto replica in automatico le operazioni di una strategia, in proporzione al tuo capitale.
  • Il denaro resta sul tuo conto, a tuo nome, presso il broker: puoi seguire ogni operazione e fermare la copia quando vuoi.
  • Prima di iniziare contano tre cose: da dove vengono i dati (backtest o conto reale), il ribasso massimo e la lunghezza dello storico.
  • Il trading su CFD con leva può portare alla perdita di tutto il capitale investito.

Come funziona, passo per passo

Il copy trading collega due conti: quello della strategia, che apre e chiude le operazioni, e il tuo, che le replica. Il percorso tipico è semplice. Apri un conto a tuo nome presso un broker regolamentato, lo colleghi a un servizio di copia e scegli il rapporto con cui replicare le operazioni. Da quel momento ogni operazione della strategia viene riprodotta sul tuo conto, di solito in pochi istanti.

Il punto importante è che nessuno gestisce il tuo denaro al posto tuo: resta sul tuo conto e puoi interrompere la copia in qualsiasi momento. Questo però significa anche che la responsabilità della scelta, e del capitale da destinare, resta tua.

Copia proporzionale: perché è la scelta più prudente

Le operazioni si possono copiare con un moltiplicatore fisso oppure in proporzione al capitale. La copia proporzionale collega la dimensione delle operazioni al saldo del tuo conto: se la strategia usa 0,01 lotti ogni 1.000 € e tu hai 3.000 €, il tuo conto userà 0,03 lotti. Così le percentuali di guadagno e di perdita restano quelle del conto originale e cambiano solo gli importi.

Con un moltiplicatore fisso, invece, un conto piccolo può ritrovarsi con operazioni troppo grandi rispetto al capitale, e il rischio sale senza che sia evidente. Per questo la copia proporzionale è in genere la scelta più coerente.

Cosa controllare prima di iniziare

  • La fonte dei dati. Un backtest mostra come si sarebbe comportato il sistema su prezzi storici; un conto reale verificato da un servizio indipendente come Myfxbook mostra cosa è successo davvero.
  • Il ribasso massimo (drawdown). È la perdita più ampia dal punto più alto del conto: è il numero da tenere a mente prima di entrare.
  • La lunghezza dello storico. Pochi mesi di dati dicono poco su come la strategia reagisce a mercati diversi.
  • I mesi negativi. Quanti sono, quanto profondi e quanti di fila: ti dicono quanta pazienza serve.
  • I costi del broker. Spread e commissioni pesano di più sulle strategie che fanno molte operazioni.
  • Leva e margine. Verifica la leva disponibile per il tuo profilo e quanta parte del capitale resta impegnata come margine.

I rischi da mettere in conto

Il tuo risultato non sarà mai identico a quello del conto originale. Prezzi leggermente diversi tra broker, ritardi di esecuzione e costi possono spostare il risultato, in meglio o in peggio. Conta molto anche il momento di ingresso: chi entra subito dopo un massimo può vivere un ribasso più ampio di quello mostrato dallo storico.

C'è poi il rischio più semplice da dimenticare: una strategia che ha funzionato può smettere di funzionare quando cambiano le condizioni di mercato. Per questo in Europa i fornitori di CFD devono indicare la percentuale di conti retail che perde denaro, e la leva per i clienti retail è limitata.

Cosa significa per chi investe

Il copy trading non è un investimento da dimenticare nel cassetto. Conviene destinarvi solo una quota del patrimonio, di cui si può sopportare anche la perdita, e scegliere strategie con dati verificabili. Sulle pagine delle strategie Riva Capital trovi per ognuna la fonte dei dati, il ribasso massimo, i mesi negativi e un simulatore del capitale; l'assistente portafoglio ti aiuta a capire quale quota destinare a ciascuna in base al tuo profilo.

Fonti

Articolo a scopo informativo: non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.